Oggi “Roll The Shadows” dei Madyon compie 4 anni.

Ricordo perfettamente il giorno della pubblicazione. Eravamo tutti molto tesi. Stavamo vivendo un periodo pessimo dopo la scomparsa di Paolo. E come noi tanta altra gente stava soffrendo.

 

Giovedì 19 maggio 2016.

Il nostro amico fotografo Silvano Berni (Six) venne a Cuneo appositamente da Piacenza per passare la serata con noi. Quella stessa sera ci fu l’inaugurazione dell’Open Baladin Cuneo, uno dei locali più grandi della città e i proprietari avevano deciso di regalare una copia del nuovo disco dei Madyon ai primi 100 clienti dopo la mezzanotte. C’era tantissima gente.

Qualche aperitivo, cena e poi ci dirigemmo in quel locale.

Ricordo che fui intervistato da Mauro Pellegrino, storica voce di Radio Montecarlo e la stessa sera firmai anche il mio primo autografo. Ero davvero imbarazzato perché mi faceva strano. Penso farebbe strano a chiunque ma, allo scoccare della mezzanotte, quasi tutti i clienti che avevano ricevuto la loro copia di “Roll The Shadows” vennero a chiedermi di firmagliela e qualcuno mi chiese anche una dedica. Ecco. Mi avessero chiesto di pulire il water di Trainspotting avrei preferito: io ho una calligrafia pessima… ma lasciamo perdere.

La serata finì in spensieratezza tra risate, ricordi e ovviamente birre in vistosa abbondanza.

Six dormì a casa mia e non posso non ricordare un aneddoto.

“Che bel gatto che hai!”

Io non ho nessun gatto. Mi voltai immediatamente e vidi un coso peloso, grigio scuro che mi fissava con gli occhi sgranati. In pratica un gatto. Il classico gatto. IN CASA MIA. Mi era entrato un gatto in casa.

Venti secondi dopo tornammo ad essere gli unici esseri viventi in quella casa. La bestia fu invitata “gentilmente” a tornare nella sua residenza, nell’appartamento al piano di sotto.

 

Venerdì 20 maggio 2016.

Mi svegliai e, ancora dal letto, diedi un’occhiata alla classifica di iTunes. Vidi che “Roll The Shadows” era alla posizione n.80 dei dischi più venduti in Italia. Vabbè.

Mi chiamarono molte persone quel giorno, alcuni per dirmi cosa ne pensavano del disco, qualcuno per dirmi che la sua canzone preferita era la 8 (peccato che l’EP avesse solo 6 tracce), qualcuno solo per fare due parole… ma non potrò mai scordare la telefonata di Lele Luciano nel tardo pomeriggio. Io stavo entrando nello studio di registrazione dei Madyon, non avevo niente da fare di preciso, ci stavo andando così, una sorta di rito.

“Cristian! Complimenti! Ho visto su iTunes che siete alla posizione n.15 dei dischi più venduti in Italia!”

Wow. Non potevo crederci. La campagna promozionale aveva funzionato e la classifica si stava pian piano aggiornando con tutti i Pre-Order dei trenta giorni precedenti.

Ci riunimmo tutti a casa mia. Seguivamo sullo schermo del soggiorno l’aggiornamento della classifica come se fosse la finale dei mondiali. Allo scoccare della mezzanotte si sarebbero confermate le posizioni di debutto discografico. Ero tesissimo. Uscimmo per rilassarci un attimo, tornammo nel locale della sera precedente ma inutile dire che il pensiero fosse costantemente lì.

Allo scoccare della mezzanotte, su iTunes il disco si trovava alla posizione n.9 dei dischi più venduti in Italia. Era Top10.

Uscii dal locale, andai in quell’area di Piazza Foro Boario attrezzata con panchine e tavolini e mi misi a piangere.

“SI CAZZO! VAFFANCULO! A tutti quegli stronzi che non hanno mai creduto in noi! A tutti quelli che non ci rispettavano quando facevamo le cover su YouTube! ANDATE TUTTI AFFANCULO! MERDE!”

Vorrei poter dire di aver fatto una figura migliore… ma inutile che racconti cazzate. Le parole che urlai mentre piangevo sono praticamente state quelle. Ero frustrato, avevamo lavorato tanto, avevamo perso un amico. Quello sfogo fu liberatorio. In quei momenti anche a uno scettico come me viene da pensare che ci possa essere qualcuno che dall’alto ti stia aiutando. Oggi dei numeri non me ne frega niente ma a suo tempo erano importanti, erano il nostro biglietto da visita nel mercato discografico.

Tornai a casa e scrissi un post sul mio blog intitolato “La Differenza”.

 

Sabato 21 maggio 2016.

Mi svegliai e nell’arco della giornata ricevetti diverse telefonate.

“Pronto? Buongiorno, lavoro per questo magazine/blog. Scusi ma… chi cavolo siete?”