Indefinitely

January 2nd, 2012

Penso di non aver mai detto a nessuno che mi piacciono i profumi. No, non sono diventato un finocchio… ma oggi mi trovavo all’IKEA e, mentre passeggiavo assorto nei miei pensieri interrogandomi sul significato della vita, mi sono accorto che alcuni profumi attirano la mia attenzione come gli scoiattoli per i cani di “UP”.

Sto parlando di profumi di ambienti e persone, principalmente con uno sfondo alimentare. Evitando di fare i simpatici pensando a “minestrone” e “bagnetto verde”, vediamo se riesco a rendere l’idea.

Sono le 15:20. Siamo in una casa, un appartamento, zona giorno, e fuori piove. È una casa nuova (in classe A+ CasaClima) ma arredata in stile decor-vintage. Il clima è caldo anche perché stiamo parlando di una casa che consuma meno di 10 KW h al metro quadro in un anno. L’atmosfera accogliente, la luce è calda e soffusa ma sufficiente ad illuminare a dovere i punti giusti. Un paio di quadri canvas alle pareti raffiguranti copertine di dischi e qualche cianfrusaglia sugli scaffali, ma nulla di veramente inutile. Filodiffusione a basso volume che permette però di riconoscere una traccia qualsiasi di “The Invisible Band” dei Travis.
I colori e lo stile brit sono nell’aria che pervade soggiorno e cucina, ricavati in un unico volume open-space. Sulla parte di cucina a penisola ci sono in bella mostra vasetti di miele e marmellate varie insieme a barattoli di biscotti. Alcuni di loro sono leggermente aperti e le fragranze che ne scaturiscono sono di vaniglia, cocco, ciliegia, pesca e Plasmon.
Sul fuoco (piastra a induzione, perché non siamo nel far west) c’è una teiera che sta facendo bollire l’acqua… ma l’acqua si sa, è inodore… a meno che non abitiate sulle rive del Gange.

Ora prendete una bella persona, di sesso femminile, fatele trascorrere una giornata intera in questo ambiente. Pensiamo a una domenica, partendo dal risveglio e di conseguenza dalla notte di sonno.

Otterrete così un esemplare di donna capace, col suo profumo, di riportare la mia problematica testolina sul pianeta terra… e di sbatterla per qualche secondo in un piacevolissimo lavandino pieno di malinconia.

Uscendo ho comprato delle candele profumate.

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www.cristianbarra.com – …scoiattolo!!

1901

December 21st, 2011

La scuola ti prepara alla vita. Ma avete mai pensato al metro di giudizio scolastico?
Quanto serve per rimediare ad un 4? Serve un 8. Perché 4 + 8 = 12 che / 2 fa 6.

Chi nella sua carriera scolastica ha preso un 4 ed ha dovuto rimediare sa benissimo che, per rimediare un 4, bisogna sbattersi tantissimo. Devi prendere 8. Devi sezionare la materia, sviscerarla, conoscerla come conosci le gocce di vernice solidificate da vent’anni sul termosifone di casa tua.
Ma con la forza di volontà si può tutto, dicono. E allora avete preso quel maledetto 8. Ve lo siete meritati. Avete risposto a tutte le domande del professore. Conoscete la materia. Da 8.
Ma sapete in che posizione siete in classifica? Siete dietro quelli che alla prima prova avevano preso 6+. Perché la loro media è più alta della vostra.

Ma voi conoscete la materia meglio di loro!! Da quel momento se il professore fa una domanda, loro non la sanno. Voi si!!

E questo sistema dovrebbe rappresentare la vita?
La vita non funziona così. Pensiamo a una persona che apre un’attività e dopo due anni fallisce. Immaginiamo ora che dopo qualche tempo si rimetta in gioco… e che con grandi sacrifici abbia un successo smisurato. Immaginiamo che diventi milionario.
Basandosi su questo ragionamento lo stato dovrebbe dire

“Bene, ti sei sbattuto e adesso hai guadagnato un bel milione di euro. Però in passato hai fatto fallimento… allora te ne meriti solo cinquecentomila.”

Non è così. Nella vita puoi fallire, più volte. E come l’araba fenice puoi rinascere dalle tue ceneri, imparare dai tuoi errori, puoi reinventarti… fino a diventare più grande di chi nella sua vita non ha mai fallito.

L’unico parallelismo che vedo tra la scuola e la vita per il momento è il modo in cui si ottengono i risultati. Potrete sbattervi quanto volete ma tutti i vostri sforzi saranno solo indirizzati ad aumentare le possibilità che il professore vi dia un bel voto.

E a volte potrà capitare che il vostro valore sia superiore a quello di chiunque. Ma il vostro compagno più carino, simpatico (e magari figlio di un amico del professore) si aggiudicherà il voto che meritate voi.

La vita è così.

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www.cristianbarra.com – e facciamo che adesso i voti li do io

Sitting Here In Silence

December 20th, 2011

Sapete, ogni tanto mi diverto a fare il songwriter. In tutto avrò scritto una ventina di canzoni. Sto parlando solo di quelle bellissime. Quelle belle non le conto.
Di queste solo otto sono complete. Me la sono presa con calma e, come quasi tutte le volte che uno se la prende con calma nella realizzazione di un progetto, quando arriva quasi alla fine butta uno sguardo all’inizio… e gli viene voglia di rifare tutto da zero.

Non ho mai condiviso i miei lavori. Qualcuno ha sentito qualcosina… ma vorrei proporlo una volta ultimato. Un consiglio? Non fate mai vedere i vostri sketch, le vostre bozze, i vostri lavori “quasi definitivi”. Chiunque si sentirebbe in dovere di partecipare, dandovi il suo cazzo di parere come se si aspettasse da voi un

“…cavoli! Sai che ho fatto così, lavorandoci tantissimo tempo, valutandone ogni aspetto perché mi piaceva così… ma adesso che tu mi dai il tuo parere di primo acchito… beh cambia tutto… grazie veramente… G R A Z I E”

Comprate un disco in un negozio, spacchettatelo e mettetelo nel lettore. Vi verrebbe mai in mente di dire

“…mmmm… io questa nota nell’assolo non l’avrei messa… e sinceramente sulla voce c’è troppo eco…”

Penso di essermi spiegato.

Ci sono così tante problematiche nella mia passione. La prima è ritagliare il tempo per portarla avanti. La seconda è far incrociare il tempo ritagliato con i ritagli di energie. La terza non lo so. La quarta è la motivazione. Sapete quanto ci vuole a scrivere una canzone in un momento di vampa creativa? Testo a parte ci vorranno 8 minuti, sempre che la canzone ne duri 4. Se ci mettete più tempo lasciate stare, compratevi una palla. Possibilmente un Super Tele così non vi fate male.
Ora, sapete quanto ci vuole a fare un arrangiamento di una canzone, intendo mettere insieme tutto il necessario per renderla “completa”?
Possono volerci settimane se fate quello nella vita. Diversamente anche mesi.

Sempre in argomento “motivazioni”, cosa pensate che possa frenare l’impeto creativo di un giovane italiano che scrive testi in inglese per canzoni in tipico stile british?

Questo video.

Mi sbatte la faccia sul pavimento per 45 minuti facendomi capire quanto poco sia cambiato da quando andavo al campetto con la maglia di Michael Jordan.

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www.cristianbarra.com – parole che finiscono con un cambio di vocale